Si fa sempre più lunga la lista dei dati di spesa che i contribuenti ritroveranno nel loro Modello 730 predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Da quest’anno, infatti, si aggregano al resto delle informazioni già precompilate nelle precedenti campagne fiscali anche i dati relativi alle spese sostenute per il pagamento delle rette per la frequenza degli asili nido e alle erogazioni liberali effettuate a favore delle Onlus, delle associazioni di promozione sociale e delle fondazioni e di ulteriori associazioni.

Il Ministero dell’Economia, con due decreti attuativi pubblicati a inizio febbraio sulla Gazzetta Ufficiale, ha stabilito tempi e modalità con cui i soggetti coinvolti dovranno inoltrare telematicamente all’Agenzia delle Entrate gli importi sostenuti dai contribuenti persone fisiche nel 2017, cosicché, a sua volta, la stessa amministrazione possa precaricarli sui modelli 730 entro il prossimo 16 aprile, data a partire dalla quale i modelli saranno resi disponibili online per le dovute verifiche, le eventuali modifiche o integrazioni, e i successivi invii, che – lo ricordiamo – potranno essere effettuati anche tramite il nostro servizio di elaborazione Il730Online.

Il primo di questi due decreti riguarda la trasmissione delle spese per le rette degli asili nido (sia pubblici sia privati). Si ricorderà che per gli asili è riconosciuta dall’ordinamento fiscale una detrazione Irpef del 19%, applicata però su di un importo non superiore a 632 euro annui per ciascun figlio: in altri termini la detrazione massima riconosciuta è di 120 euro a figlio. Entro il 28 febbraio, quindi, gli asili nido devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate un’apposita comunicazione contenente le informazioni relative alle spese sostenute dai genitori, nell’anno precedente, per ciascun figlio, ai fini del pagamento delle rette di frequenza e delle rette per i servizi formativi infantili. Obbligati alla trasmissione sono anche tutti quei soggetti, diversi dagli asili nido, che ricevono il versamento delle rette.

Il secondo decreto regola invece la trasmissione dei dati relativi alle erogazioni liberali effettuate dai contribuenti a favore di Onlus, associazioni di promozione sociale, fondazioni e ulteriori associazioni. Ai fini Irpef, queste erogazioni costituiscono, a seconda dei casi, oneri detraibili o deducibili. Si tratterà, per le spese relative al triennio 2017-2019, di un inserimento in via sperimentale e facoltativa. In altre parole i seguenti soggetti non saranno obbligati, ma potranno scegliere se inviare o meno all’amministrazione gli importi ricevuti in donazione:

  • Onlus;
  • associazioni di promozione sociale;
  • fondazioni e le associazioni che hanno come scopo statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico;
  • fondazioni e le associazioni che hanno come scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica, individuate con apposito Dpcm.

Dato il carattere sperimentale dell’adempimento, viene esclusa l’applicazione delle sanzioni previste in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati; pur tuttavia le sanzioni si applicheranno se l’errore nella comunicazione dei dati avrà determinato un’indebita fruizione di oneri deducibili o detraibili. Se dunque si dovesse scegliere di procedere con l’inoltro dei dati, sempre entro il 28 febbraio dovrà essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate per via telematica un’apposita comunicazione contenente:

  • i dati relativi alle erogazioni liberali in denaro costituenti oneri deducibili o detraibili effettuate nell’anno precedente dalle persone fisiche tramite banca o ufficio postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili (ad esempio, carte di debito, di credito e prepagate);
  • i dati relativi alle erogazioni liberali restituite nell’anno precedente, con l’indicazione del soggetto a favore del quale è stata eseguita la restituzione e dell’anno nel quale è stata ricevuta l’erogazione rimborsata.