Sono gli ultimissimi giorni per la consegna del Modello 730/2019. Dopo il 23 luglio, traguardo ultimo delle trasmissioni da parte dei singoli contribuenti e degli intermediari fiscali, l’unica soluzione resterà il Modello REDDITI da trasmettere entro il 2 Dicembre, con l’aggravante, però, delle tempistiche decisamente più dilatate per “monetizzare” gli eventuali rimborsi spettanti.

 

Scadenza presentazione 730: Modello 730/2019 e Modello Redditi a confronto

Difatti il principale vantaggio del Modello 730 è quello di poter beneficiare dell’eventuale credito già nella busta paga di luglio/agosto, col Modello REDDITI, invece, questo automatismo non viene innescato.

In quest’ultimo caso, infatti, è sempre l’Agenzia delle Entrate che si assume l’onere del rimborso al contribuente creditore, solo che i tempi di attesa saranno tutt’altro che immediati, visto che si potrebbe arrivare ad aspettare anche un anno o due.

Lo stesso discorso va fatto per i versamenti, nel caso in cui la dichiarazione, anziché a credito, uscisse con esito a debito.

Anche qui il 730 è certamente la strada più rapida per il contribuente, perché permette di avere l’addebito direttamente sullo stipendio di Luglio o Agosto (identico principio come per l’accredito del rimborso), mentre se si fa il Modello REDDITI è il contribuente che deve provvedere di persona al pagamento tramite F24 recandosi alla banca o alla posta.

Va comunque precisato che in caso di esito a credito, l’erogazione del rimborso potrebbe essere “rallentata” dai cosiddetti controlli preventivi, laddove l’Agenzia rilevasse degli elementi di incoerenza su un modello inviato direttamente dal contribuente, oppure tramite il sostituto o un intermediario fiscale.

Questo non significa che il credito non verrà erogato, vuol dire soltanto che l’Agenzia congelerà momentaneamente le tempistiche di rimborso, e una volta che ne avrà appurato la correttezza sarà lei stessa a eseguirlo anziché addossare l’onere al datore di lavoro del contribuente, come invece prevede la normale prassi dei rimborsi da 730.

Chiaramente la procedura dei controlli preventivi non ricorre con certezza matematica, debbono infatti presentarsene le condizioni: anzitutto è necessario che vi sia un esito di rimborso, e poi debbono esserci quegli “elementi di incoerenza” cui abbiamo già accennato che l’Agenzia individua “nello scostamento per importi significativi dei dati risultanti nei modelli di versamento, nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni dell’anno precedente, o nella presenza di altri elementi di significativa incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle certificazioni uniche”.

In termini pratici, il nocciolo della questione è tutto nello “scostamento per importi significativi” tra i dati che l’Agenzia ha avuto a disposizione per predisporre i modelli precompilati e i dati invece che risultano sugli stessi modelli successivamente alle modifiche apportate dal contribuente.

Quindi è chiaro che se lo scostamento tra la versione originaria del precompilato e quella successiva modificata dal contribuente dovesse essere minimo, la spia del controllo preventivo resterebbe spenta, cioè non vi sarebbero quelle condizioni per far scattare l’alert dei dati sospetti e il rimborso del credito non subirebbe nessuno stop.

 

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