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Guida Modello 730 Eredi: come ottenere l’abilitazione per l’invio della dichiarazione

da | Approfondimenti

Gli eredi di un contribuente defunto posso accedere alla sua precompilata e trasmetterla all’Agenzia secondo i tempi e le modalità stabilite dopo aver ottenuto la specifica abilitazione.

In questa guida vedremo:

  1. chi può presentare la dichiarazione dei redditi per conto di un contribuente deceduto;
  2. come ottenere l’autorizzazione per accedere, ed operare, nella posizione fiscale del de cuius;
  3. cosa succede quando ci sono più eredi autorizzati;
  4. quali sono i dati presenti sulla precompilata;
  5. come fare nel caso di un erede minorenne o rappresentato.

 

Chi può presentare il 730 per conto di contribuenti defunti

La dichiarazione dei redditi per conto di un contribuente deceduto può essere presentata da un solo erede a patto che il decesso sia avvenuto entro i termini stabiliti e che il de cuius fosse in possesso dei requisiti previsti per l’uso del modello 730.

Con riferimento all’anno d’imposta corrente, possono presentare il Modello 730/2026 gli eredi di coloro che sono deceduti nel 2025 o entro il 30 settembre 2026.

Nel caso di decesso successivo alla data del 30 settembre 2026, la dichiarazione dei redditi potrà essere presentata solo tramite Modello Redditi PF.

Non possono presentare la dichiarazione dei redditi per il defunto coloro che hanno rinunciato all’eredità.

 

Quando è obbligatorio fare il 730 per conto dei contribuenti defunti

Tale obbligo sussiste quando sono soddisfatti i requisiti previsti per fare il 730:

  • redditi da lavoro dipendente, pensione e/o redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente come co.co.co, contratti di lavoro a progetto e altre tipologie che possono essere dichiarate per mezzo del modello 73° come:
    • redditi di capitale;
    • redditi di fabbricati e terreni;
    • redditi di lavoro autonomo dove non è richiesta PARTITA IVA (per esempio quelli legati a prestazioni di lavoro autonomo non abituali);
    • redditi assoggettabili a tassazione separata;
    • redditi diversi (come quelli che derivano da fabbricati e terreni che si trovano all’estero).

qui trovi l’elenco completo dei requisiti previsti per fare il 730

 

Come ottenere l’abilitazione come erede

Per poter verificare i dati presenti sul modello precompilato del de cuius e operare sulla sua posizione fiscale è necessario ottenere un’abilitazione specifica.

Da quest’anno possono ottenere tale autorizzazione anche persone di fiducia dell’erede come indicato nel provvedimento del 22 settembre 2023.

L’erede deve inviare la dichiarazione sostitutiva (Dpr n. 445/2000) sul sito dell’Agenzia delle Entrate tramite il servizio Autorizzazioni per dichiarare la propria qualità.

L’iter da seguire si articola nelle seguenti fasi:

  1. accesso con Cie, Spid o Cns nel profilo dell’Agenzia;
  2. nella sezione Autorizzazioni de “Il tu profilo” selezionare il servizio Autorizzazioni, scegliendo la funzione destinata agli eredi;
  3. andare alla voce “Visualizza e gestisci le tue richieste di autorizzazione”;
  4. compilazione ed invio della dichiarazione sostitutiva.

Ricorda che: l’autorizzazione ottenuta l’anno precedente resta valida anche per l’anno d’imposta successivo.

Metodi alternativi per l’invio della richiesta

È possibile richiedere l’abilitazione attraverso altri canali:

  1. invio tramite Pec della domanda alla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di competenza;
  2. trasmissione del modulo con firma digitale;
  3. invio della copia cartacea del modulo con allegato un documento di identità valido;
  4. consegna dei documenti che dimostrano la qualità di erede (o una dichiarazione sostitutiva) presso l’Ufficio territoriale dell’Agenzia.

Cosa succede se ci sono più eredi autorizzati

Se gli eredi autorizzati sono più di uno, vale la regola del primo che agisce: chi per primo accetta, modifica o trasmette la dichiarazione del defunto blocca l’accesso operativo agli altri, che potranno soltanto visualizzarla o stamparla.

 

Come si accede alla dichiarazione precompilata del de cuius

Dopo aver ottenuto l’autorizzazione, l’erede deve:

  1. entrare nell’area riservata del sito dell’Agenzia con le credenziali personali (non quelle del contribuente defunto);
  2. andare al servizio Dichiarazione precompilata;
  3. scegliere il codice fiscale del de cuius;
  4. accedere alla dichiarazione predisposta dall’Agenzia.

 

Quali sono i dati presenti nella dichiarazione precompilata del de cuius

Nella dichiarazione precompilata del de cuius sono presenti informazioni reddituali e oneri comunicati dal sostituto d’imposta, enti o altri soggetti esterni.

Tra le voci presenti troviamo:

  • contributi previdenziali e ritenute sui compensi certificati;
  • redditi da lavoro dipendente e da pensione;
  • interessi passivi sui mutui e premi assicurativi;
  • oneri relativi agli interventi edilizi;
  • spese universitarie e spese funebri;
  • ulteriori dati presenti nell’Anagrafe tributaria.

L’erede può confermare, correggere o integrare questi dati o eliminare quelli non spettanti.

Come funziona con le spese sanitarie

Questa tipologia di spese è presente solo in modalità aggregata dal momento che, per Privacy, non è possibile conoscere il dettaglio delle singole spese sanitarie e dei relativi rimborsi.
I dati saranno pertanto visibili divisi per tipologia e con riferimento ad eventuali familiari fiscalmente a carico oppure con riferimento al de cuius.

 

Cosa succede nel caso di eredi minorenni (o rappresentati)

Non sempre l’erede può agire in prima persona.

Se si tratta di un minorenne o di un soggetto sottoposto a rappresentanza legale, la trasmissione della dichiarazione spetta a chi ne ha la tutela: il genitore, il tutore, il curatore speciale o l’amministratore di sostegno.

Per farlo, il rappresentante deve essere abilitato ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate secondo le modalità del provvedimento del 22 settembre 2023. La norma è in vigore dal 2025.

 

Versamento e rimborso IRPEF nel 730 eredi

Una volta presentata la dichiarazione, l’erede si trova a gestire due scenari: un debito IRPEF da versare oppure un credito da recuperare.

Le regole cambiano a seconda di quando è avvenuto il decesso, infatti:

  • IN CASO DI DEBITO: le scadenze per il versamento seguono un criterio preciso legato alla data del decesso. Se il contribuente è venuto a mancare entro il 28 febbraio dell’anno di presentazione della dichiarazione, si applicano i termini ordinari; se il decesso è avvenuto dopo il 28 febbraio, è prevista una proroga di sei mesi che sposta la scadenza al 30 dicembre.
    Il CAF gestisce l’intera procedura di versamento: i consulenti fiscali trasmettono all’Agenzia delle Entrate l’F24 nei termini previsti oppure, entro il decimo giorno antecedente la scadenza, lo consegnano all’erede perché provveda al pagamento tramite bonifico bancario, sportello bancario o ufficio postale.
  • IN CASO DI CREDITO: per il defunto non esiste un sostituto d’imposta che possa effettuare i conguagli in busta paga o sulla pensione. Il rimborso viene quindi erogato direttamente dall’Agenzia, con modalità analoghe a quelle previste per i contribuenti senza sostituto d’imposta. Se l’erede ha fornito le coordinate bancarie (IBAN), l’accredito avviene automaticamente; in caso contrario il rimborso viene erogato tramite titoli di credito emessi da Poste Italiane.

ATTENZIONE: l’erede non deve richiedere il rimborso spettante al defunto nella propria dichiarazione dei redditi, ma presentando il 730 del de cuius in qualità di erede.

 

FAQ – 730 eredi

Se dalla dichiarazione emerge un debito IRPEF, chi è tenuto a pagarlo?

Il debito fiscale del defunto ricade sugli eredi, che ne rispondono in proporzione alla quota ereditata. È quindi importante valutare l’entità dell’eventuale debito prima di accettare l’eredità, o considerare l’accettazione con beneficio di inventario nei casi più complessi. Chi ha rinunciato all’eredità non ha né l’obbligo di presentare la dichiarazione né la responsabilità per i debiti fiscali del defunto.

Il rimborso IRPEF spettante al defunto va perso se non si presenta il 730?

No, ma bisogna attivarsi. Il rimborso non viene erogato automaticamente: spetta all’erede presentare la dichiarazione per conto del defunto per farlo valere. Se non viene richiesto entro i termini di prescrizione (generalmente 48 mesi per le imposte sui redditi) il credito si estingue. Conviene presentare il 730 anche quando non è strettamente obbligatorio, ad esempio se il defunto aveva sostenuto spese sanitarie, di ristrutturazione o altri oneri detraibili.

Se ci sono più eredi, chi presenta il 730 e a chi va il rimborso?

La dichiarazione può essere presentata da uno solo degli eredi abilitati. Vale la regola del primo che agisce: chi per primo accetta, modifica o trasmette la dichiarazione acquisisce il controllo esclusivo della pratica. Il rimborso viene erogato a nome dell’erede che ha presentato la dichiarazione e ha fornito le proprie coordinate bancarie. Gli altri eredi che intendono rinunciare alla propria quota possono comunicarlo tramite il servizio online “Rimborsi intestati a contribuente deceduto” dell’Agenzia delle Entrate; la rinuncia è revocabile.

Il 730 eredi è la stessa cosa della dichiarazione di successione?

No, sono due adempimenti completamente distinti. Il 730 eredi riguarda i redditi percepiti dal defunto durante la sua vita e le imposte IRPEF eventualmente dovute o a credito. La dichiarazione di successione riguarda invece il trasferimento del patrimonio agli eredi e la relativa imposta. In molti casi entrambe vanno presentate, ma si tratta di pratiche separate con scadenze e uffici di riferimento diversi.