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Certificazione Unica 2026 (ex CUD): guida completa e scadenze

da | Approfondimenti

La Certificazione Unica o ex CUD è un documento essenziale per la compilazione e presentazione della dichiarazione dei redditi.

All’interno di questo documento fiscale infatti sono riportati i redditi percepiti nel periodo di imposta di riferimento ed è “destinata” a lavoratori dipendenti, pensionati, lavoratori assimilati o autonomi.

In questa guida troverai tutte le informazioni utili per sapere:

  1. che cos’è la CU e cosa comprende
  2. chi sono i soggetti obbligati a trasmetterla
  3. quali sono le date da ricordare
  4. quali sono le novità rispetto allo scorso anno

Ricordiamo che la CU (chiamata precedentemente CUD) è indispensabile per poter presentare il Modello 730/ 2026 Redditi 2025 e recuperare i rimborsi IRPEF che ti spettano per spese mediche, figli a carico e ristrutturazioni.
 

Che cos’è la Certificazione Unica?

La Certificazione Unica CU o ex CUD è un documento fiscale che permette di accertare i redditi percepiti dal contribuente (dipendenti, pensionati e lavoratori autonomi) in un determinato anno.

Oltre a questa tipologia di redditi la CU contiene anche redditi provenienti da:

  • redditi da prestazione in forma di capitale derivanti da fondi pensionistici;
  • indennità di fine rapporto;
  • canoni da contratti di locazione di breve durata;
  • eccetera.

 

Quali sono i dati presenti nella CU?

All’interno della Certificazione Unica sono presenti le seguenti tipologie di dati:

  • informazioni sul sostituto d’imposta (CF/P.IVA, denominazione, indirizzo, eccetera);
  • redditi percepiti durante l’anno d’imposta di riferimento;
  • ritenute previdenziali e fiscali eseguite durante l’anno su redditi percepiti;
  • detrazioni;
  • altri crediti d’imposta applicati sulla pensione, in busta paga o in fattura;
  • contributi relativi alla previdenza complementare;
  • altri oneri deducibili gestiti direttamente in busta paga o sulla pensione.

 

Chi deve rilasciare la CU 2026?

La Certificazione Unica viene emessa dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o committente) o dall’ente pensionistico. In caso di percezione di ammortizzatori sociali come NASpI, cassa integrazione o altre indennità e sussidi, il rilascio avviene direttamente da parte dell’INPS.

Ai sensi delle normative vigenti, la CU 2026 (relativa ai redditi 2025) deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate e consegnata al percipiente entro il termine ordinario del 16 marzo 2026 (salvo eventuali proroghe tecniche al 31 marzo per i flussi telematici non contenenti dati per la precompilata). L’obbligo riguarda:

  • sostituti d’imposta: coloro che nel 2025 hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte ai sensi degli artt. 23, 24, 25, 25-bis, 25-ter, 25-quater e 29 del D.P.R. n. 600/1973, dell’art. 33, comma 4, del D.P.R. n. 42/1988, dell’art. 21, comma 15, della L. n. 449/1997 e dell’art. 11 della L. n. 413/1991;
  • Enti Previdenziali e Assicurativi: soggetti che nel 2025 hanno corrisposto contributi previdenziali, assistenziali o premi assicurativi all’INAIL;
  • Pubbliche Amministrazioni e Privati: tutti i soggetti che hanno corrisposto somme o valori non soggetti a ritenuta alla fonte, ma comunque assoggettabili a contribuzione obbligatoria presso le Gestioni INPS.

 

Le tre scadenze della CU 2026 da ricordare

Le date da “cerchiare sul Calendario” sono le seguenti:

  1. 16 marzo: termine per la consegna al lavoratore e invio telematico (dipendenti e autonomi occasionali);
  2. 30 aprile: invio telematico per autonomi “abituali” (professionisti con P.IVA);
  3. 31 ottobre: invio per redditi esenti.

In via telematica l’Agenzia delle Entrate deve ricevere:

  • il frontespizio contenente le seguenti informazioni: dati sul sostituto d’imposta, tipologia di comunicazione, dati sul rappresentante firmatario della comunicazione, firma della comunicazione, impegno alla presentazione telematica;
  • Certificazione Unica 2026: contiene i dati previdenziali e fiscali inerenti le certificazioni di lavoro dipendente, assimilati e assistenza fiscale e le certificazioni lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi ed i dati fiscali riguardanti le certificazioni dei redditi derivanti da locazioni brevi;
  • Quadro CT: contiene le informazioni riguardanti la ricezione per via telematica dei dati contenuti nel modello 730-4 messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

 

Novità Tecniche 2026: il Decreto Correttivo D. Lgs. 192/2025 

Attenzione: hai avuto due o più CU nel 2025? 

Molti contribuenti pensano che avere la Certificazione Unica (ex CUD) consegnata dal datore di lavoro sia sufficiente e che non serva fare altro. Non è così se nel corso del 2025 hai avuto più di un rapporto di lavoro o hai percepito ammortizzatori sociali.

Perché si rischia di andare “a debito”?

Il sistema fiscale italiano è basato su aliquote progressive (più guadagni, più alta è la percentuale di tasse). Quando hai due datori di lavoro (o un datore di lavoro e l’INPS per la NASpI), si verifica questo scenario:

  • il primo sostituto d’imposta calcola le tasse solo sui soldi che ti ha dato lui, applicando le aliquote più basse e le detrazioni spettanti;
  • il secondo sostituto d’imposta fa esattamente la stessa cosa, ignorando il guadagno ricevuto dal primo.

Il risultato? Si pagano meno di quelle dovute sul reddito totale annuo. In sede di dichiarazione dei redditi 2026, i redditi delle due (o più) CU verranno sommati: questo spesso fa “saltare” lo scaglione IRPEF e riduce le detrazioni, generando un debito d’imposta che dovrai versare allo Stato.

I casi più comuni di “Doppia CU” nel 2025:

  • cambio lavoro: hai dato le dimissioni e hai iniziato un nuovo impiego durante l’anno;
  • disoccupazione: hai lavorato per alcuni mesi e poi hai percepito la NASpI dall’INPS;
  • due part-time: lavori contemporaneamente per due aziende diverse;
  • collaborazioni occasionali: oltre allo stipendio, hai percepito compensi per prestazioni autonome occasionali sopra i 5.000€.

Cosa devi fare ora? Se ti ritrovi in una di queste situazioni, la presentazione del Modello 730/2026 è obbligatoria.
Presentando la dichiarazione entro maggio, potrai rateizzare l’eventuale debito direttamente sulla busta paga o sulla pensione a partire da luglio, evitando sanzioni pesanti dall’Agenzia delle Entrate.
 

Le novità della CU 2026 (Redditi 2025)

Le novità della Certificazione Unica di quest’anno riflettono la piena operatività della riforma dell’IRPEF e le nuove soglie per i benefici aziendali.

Consolidamento IRPEF a 3 Scaglioni
Nella CU 2026 i redditi sono tassati secondo la nuova struttura semplificata. Vedrai riflesso il conguaglio basato su queste aliquote:

  • 23% per redditi fino a 28.000 euro;
  • 35% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro;
  • 43% per redditi oltre 50.000 euro.

Nota: È scomparsa definitivamente l’aliquota del 25%, favorendo i redditi medi.

Nuove Soglie Fringe Benefit (Punti 474 e 475)
I limiti di esenzione per i beni e servizi concessi dal datore di lavoro (fringe benefit) sono stati stabilizzati:

  • 1.000 euro per la generalità dei dipendenti.
  • 2.000 euro per i dipendenti con figli a carico.

In questi punti della CU 2026 troverai anche i rimborsi per le utenze domestiche (luce, acqua, gas) e per l’affitto/interessi del mutuo della prima casa, se pagati dall’azienda.

Detassazione Premi di Risultato (Aliquota 5%)
Riconfermata l’agevolazione sui premi di produttività per i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito non superiore a 80.000 euro. L’imposta sostitutiva sui premi (entro il limite di 3.000 euro) resta al 5% (invece del 10% ordinario). Questo dato è fondamentale per il calcolo del risparmio fiscale nel tuo 730.

Trattamento Integrativo Speciale (Turismo e Terme)
Anche nella CU 2026 è presente il credito d’imposta del 15% per il lavoro notturno e straordinario festivo effettuato dai lavoratori del comparto turistico, ricettivo e termale (con reddito fino a 40.000 euro).

Inserimento dei Dati per l’Assegno Unico
Sebbene l’Assegno Unico sia erogato dall’INPS, la CU 2026 del datore di lavoro continua a monitorare la presenza dei figli a carico (anche se sotto i 21 anni) per permettere l’applicazione corretta delle altre detrazioni (es. spese mediche o istruzione) nel modello 730.

Esenzione Ricercatori e Docenti
Sono stati aggiornati i campi relativi alle agevolazioni per il “rientro dei cervelli”, con i nuovi regimi di tassazione agevolata previsti per chi ha trasferito la residenza in Italia nel corso del 2025.