Se è vero che lo sport fa bene, non è solo in senso fisico. Com’è noto, il Fisco riserva un beneficio ad hoc sull’iscrizione annuale dei bambini/ragazzi di età compresa fra i 5 e i 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti destinati alla pratica sportiva dilettantistica. Per godere della detrazione è necessario che il requisito dell’età ricorra almeno per una sola parte del periodo d’imposta (ad esempio, con l’attuale dichiarazione 2018 è possibile detrarre tutte le spese sostenute lo scorso anno per i ragazzi che hanno compiuto 5 anni o che hanno avuto 18 anni per una parte, seppur minima, del 2017).

Le strutture sportive devono rispondere alle caratteristiche individuate dal decreto del 28 marzo 2007 emanato dal Ministero delle politiche giovanili, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze. Si tratta quindi di:

  • società e associazioni dilettantistiche che nella propria denominazione sociale indicano la finalità sportiva e la ragione o denominazione sociale dilettantistica;
  • palestre, piscine e altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica, che esercitano pratica sportiva non professionale, agonistica e non agonistica, compresi gli impianti polisportivi gestiti da soggetti pubblici o privati, anche in forma di impresa, individuale o societaria, secondo le norme del codice civile.

Viceversa, come riporta il regolamento dell’Agenzia Entrate, la detrazione “non spetta per le spese sostenute, ad esempio, per l’attività sportiva praticata presso:

  • le associazioni che non rientrano nella definizione di “sportiva dilettantistica”, quali quelle che non hanno ottenuto il riconoscimento del Coni o delle rispettive Federazioni sportive nazionali o enti di promozione sportiva;
  • le società di capitali di cui alla legge n. 91 del 1981 (sport professionistico);
  • le associazioni non sportive (ad esempio, associazioni culturali) che organizzano corsi di attività motoria non in palestra.

In che misura si possono quindi detrarre le spese? Lo sconto sull’imposta – valido anche se la spesa è stata sostenuta nell’interesse di familiari a carico – equivale al 19% su un importo non superiore a 210 euro. Parliamo, in sostanza, di un beneficio che al massimo può arrivare a 40 euro (cioè il 19% di 210 euro). Però attenzione! “Detto importo (210 euro, ndr) – fa presente l’AdE – deve essere inteso quale limite massimo riferito alla spesa complessivamente sostenuta da entrambi i genitori per lo svolgimento della pratica sportiva dei figli”.

Cioè a dire: a prescindere dal numero dei figli compresi fra 5 e 18 anni che praticano sport, si può portare in detrazione sempre il 19% di 210 euro, quindi non 210 euro a figlio ma nel complesso. E nemmeno 210 euro a genitore. “I genitori, pertanto, che partecipano entrambi alle spese, dovranno ripartire tra di loro tale ammontare sul quale calcolare la detrazione in relazione all’onere da ciascuno sostenuto, secondo quanto risulta dal documento rilasciato dalla struttura sportiva”.

Le spese devono poi essere certificate da bollettino bancario o postale, oppure da fattura, ricevuta o quietanza di pagamento rilasciata dalla struttura sportiva e recante l’indicazione:

  • della ditta, con denominazione o ragione sociale e sede legale, oppure, se persona fisica, il nome, cognome, la residenza e il codice fiscale dei soggetti che hanno reso la prestazione;
  • della causale del pagamento;
  • dell’attività sportiva esercitata;
  • dell’importo corrisposto per la prestazione resa;
  • dei dati anagrafici di chi pratica l’attività sportiva;
  • del codice fiscale di chi effettua il pagamento.

Anche in presenza di pagamenti effettuati nei confronti dei Comuni che abbiano stipulato apposite convenzioni con strutture sportive, al fine di beneficiare della detrazione è necessario che la spesa sostenuta sia certificata nei modi sopra indicati.